POLIGNANO e ALBEROBELLO 07 ottobre 2018

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POLIGNANO e ALBEROBELLO

POLIGNANO e ALBEROBELLO

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✔ (07 ottobre)
✔ Bellissima giornata in queste Meravigliose località della Puglia POLIGNANO A MARE &Alberobello
✔ Partenza con vari punti di raccolta.
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✔ €.35 (ADULTI)
✔ (La quota comprende bus A/R colazione)

 POLIGNANO

Il paese ha una storia molto antica, come in tutta l’area del sud est barese, sono state rinvenute tracce di presenza umana nella frazione di Santa Barbara, risalenti al neolitico.

Secondo alcuni studiosi, l’antica città greca di Neapolis potrebbe essere una delle due colonie che, nel IV secolo a.C., Dionigi II di Siracusa fondò sulle coste adriatiche. Come detto, i segni più evidenti della presenza dell’uomo risalgono al Neolitico, nella zona di Santa Barbara (VI – V millennio a.C.), e nell’Ipogeo Manfredi (IV millennio a.C.), uno degli insediamenti più significativi della Puglia centrale.

Indagini archeologiche hanno rivelato l’esistenza di un villaggio risalente all’età del bronzo che, grazie alla sua posizione e agli approdi naturali, divenne un importante scalo portuale. Nel II millennio a.C., l’approdo degli Iapigi spinse gli abitanti dei villaggi a trasferirsi nella zona dell’attuale centro storico. È anche attestata la frequentazione di questi luoghi da parte di mercanti corinzi e attici, soprattutto nell’età del ferro, quando la Terra di Bari assunse la denominazione di Peucezia. Agli inizi del III secolo a.C., la zona di Polignano divenne importante punto strategico per la potenza di Taranto, con cui aveva intessuto rapporti commerciali, come attestato da alcuni pezzi del corredo funerario di una tomba scoperta nell’area del giardino vescovile, fatta indagare dal vescovo, monsignor Mattia Santoro, nel 1785.

Di notevole interesse naturalistico sono le sue grotte marine e storicamente importanti sono il centro storico e i resti della dominazione romana. Tra questi ultimi il ponte della Via Traiana, tuttora percorribile, che attraversa Lama Monachile, la profonda insenatura immediatamente a nord del centro storico.

Chiesa Matrice “Santa Maria Assunta”

Chiesa Matrice Dell’Assunta

La chiesa matrice intitolata a Santa Maria Assunta è affacciata sulla piccola piazza Vittorio Emanuele, cuore del centro storico, fu cattedrale fino al 1818, quando la piccola diocesi di Polignano fu aggregata a quella di Monopoli. All’interno sono custodite alcune opere attribuite allo scultore Stefano da Putignano, attivo tra il XVI e il XVII secolo, e l’importante Polittico della Madonna con Bambino e Santi, del XV secolo su tavola dorata di Bartolomeo Vivarini a cura dell’ARPAI, oltre ad una moltitudine di altre piccole opere ed a preziosi paramenti sacri donati dall’ex Monastero di San Benedetto, oggi inesistente. All’interno della Chiesa sono custodite nel Cappellone di San Vito le Reliquie del Santo, un frammento del Braccio e la Rotula del Ginocchio. Dal 28 dicembre 2016 la chiesa è stata interdetta all’accesso per pericolo di crolli.

Nella frazione di San Vito, sulla costa a nord del paese, proprio a ridosso del porticciolo si staglia l’imponente complesso dell’abbazia dei Benedettini. Inoltre, all’interno del territorio rupestre di Polignano vi sono alcune Masserie: tipiche costruzioni risalenti al XVII ed al XVIII secolo, utilizzate come aziende agricole dai grandi proprietari terrieri.

 

I TRULLI

La storia di questi edifici molto particolari è legata alla Prammatica De Baronibus, un editto del Regno di Napoli del XV secolo che sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano D’Acquaviva D’Aragona da 1481, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello con la “domus” estiva che si chiamava Difesa De Le Noci al confine con il territorio del ducato di Martina Franca, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie.

Panorama di Alberobello dal Belvedere la balconata di Santa Lucia

Coperture dei coni dei trulli

Il Trullo Siamese situato nel Rione Monti

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante. Composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola o mezzo cono per la paglia detta falsa cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi.  Rappresentava come dicono molti il pinnacolo. Esso era la firma del maestro trullaro che lo faceva o che restaurava;  rappresentava la posa del pinnacolo un momento emozionante, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi profani ma che appaiono soprattutto nel periodo fascista .

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l’artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva  identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione anche se oggi si usa per far bello e attraente il trullo . Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti (non nobili) da quelle meno facoltose.

il camino

Su ogni trullo a lato o a destra o a sinistra c’è la presenza di un camino. All’ingresso di alcuni trulli ci sono le date dell’anno di realizzazione del trullo.   Sono presenti immagini votive realizzate per devozione , voto o per grazia ricevuta o miracolo ricevuto; la maggior parte raffigurano ad Alberobello Santi Medici, la Madonna del Carmine o Gesù Crocifisso , chi più ne ha e più ne metta.

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra il tetto dei trulli (chiamato anche falsa cupola), spesso assumono un significato religioso, come la croce; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco, come il capricorno o del Cosmo come Giove , Saturno . Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, e avevano funzione apotropaica. Questi simboli furono fatti soprattutto nel periodo fascista. Per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano. La prima volta che compare la parola “trullo” risale al 1930 in uso giornalistico . Ci dovrebbero esserci in totale circa 1700 trulli con coni , a ancora non è definitivo

 

Informazioni aggiuntive

CITTA' DI PARTENZA

NAPOLI VIA GALLILEO FERRARIS ORE 06.00, NOCERA INF USCITA AUT ORE 06.30, SALERNO PARCO PINOCCHIO ORE 07.00