COVID-19: Finita l’emergenza gli italiani torneranno a viaggiare.

FINITA L’EMERGENZA COVID-19 GLI ITALIANI TORNERANNO A VIAGGIARE, MA ECCO COSA BISOGNA FARE

Un sondaggio di Confturismo-Confcommercio in collaborazione con SWG realizzato tra il 18 e il 23 marzo rileva che 7 intervistati su 10 pensano che l’emergenza Coronavirus durerà ancora due o tre mesi in Italia e la metà di loro ha intenzione di fare una vacanza appena l’emergenza sanitaria finirà

Il bello degli italiani, uno dei popoli che viaggiano di più al mondo (forza della cultura), è che spesso hanno la testa fra le nuvole. Che accarezzano con gli occhi e con la mente quando le osservano dall’oblò di un aereo o di una nave da crociera. Purtroppo, lo ha scritto anche lagenziadiviaggi.it/confturismo, in questo momento “il turismo è il settore con i maggiori danni economici per effetto della pandemia Covid-19. Tutta la filiera turistica, dalla ricettività alla ristorazione, dai tour operator e agenzie di viaggio ai servizi di spiaggia, è ferma e le previsioni fino a maggio indicano perdite di quasi 90 milioni di presenze di turisti tra italiani e stranieri. Oltre 500mila stagionali a rischio”. E questa la drammatica analisi di Confturismo-Confcommercio. È crollato soprattutto l’indice di fiducia del viaggiatore italiano: “Ha perduto 18 punti in un mese, il valore più basso mai registrato in passato”.SponsorizzatoUna mamma reagisce e guadagna…

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Gli italiani hanno combattuto due guerre mondiali che, numeri alla mano, hanno creato disastri umani ed economici ben più pesanti di quelli che ha prodotto e sta producendo anche adesso il pur tremendo il Covid-19. Ecco perché i nostri connazionali hanno già la mente rivolta al futuro, perché sono convinti (il pessimismo della ragione non riesce a vincere l’ottimismo della volontà) che torneranno a viaggiare, forse più di prima. “Un sondaggio di Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg realizzato tra il 18 e il 23 marzo rileva che 7 intervistati su 10 pensano che l’emergenza Coronavirus durerà ancora due o tre mesi in Italia e la metà di loro ha intenzione di fare una vacanza appena l’emergenza sanitaria finirà e l’allarme sarà cessato”. COVID-19

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Nell’inchiesta si dice che l’83% degli Italiani farà vacanze in Italia, anche se il 16 % teme di non avere una disponibilità economica sufficiente per farla; il 44% degli intervistati ha anche detto che la farebbe se potesse detrarre parte del suo costo. Il premier Conte dovrà senz’altro tenere conto di questi dati, anche perché oltre alle imprese turistiche, alle compagnie aeree e quelle navali, dovrà tenere conto delle decine di migliaia di lavoratori stagionali (ma anche con contratto a tempo indeterminato) che quest’anno potrebbero trovarsi senza un lavoro.

“Il turismo quindi – hanno ribadito le sigle datoriali – è uno dei primi settori che fa sperare in una ripresa rapida e diffusa dopo la crisi, tenendo ben presente che, secondo i dati del Conto Satellite del Turismo (Cst) – Istat, 100 euro di transazioni nel turismo ne generano ulteriori 86 in altri settori, secondo il meccanismo dei moltiplicatori bancari”.

L’agricoltura, le piccole e medie industrie, il turismo – COVID-19

sono sempre stati fattori che hanno trainato la nostra economia. “Sostenere il turismo adesso significa investire in un settore che mette in moto a sua volta altri consumi portando ossigeno all’economia dell’intero Paese –  ha spiegato in una intervista Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio -.

Rendiamo anche detraibili per due anni le spese di vacanze di almeno tre notti delle famiglie italiane che soggiornano nelle strutture ricettive – aggiunge Patanè, -. Questo potrebbe essere un buon incentivo per il recupero del settore e un’accelerazione al ritorno alla normalità”. Gli italiani la pensano come lui.

3 commenti su “COVID-19: Finita l’emergenza gli italiani torneranno a viaggiare.

  1. Una premessa doverosa: mi sta un po’ stufando questa cosa della Milano super e dei milanesi che sarebbero i pi smart del Paese. Semplicemente non vero. Noi milanesi siamo italiani come tutti gli altri, l’abbiamo visto in mille cose e siamo stati un po’ superficiali proprio come tutti gli altri. Proporrei quindi un’amnistia sugli errori commessi finora e poi di fare ci che gli italiani hanno sempre fatto quando il gioco si fa duro. Tiriamoci su. Questo virus va affrontato come un brutto sogno: quando compare l’uomo nero basta voltargli le spalle per farlo andare via. Ecco, facciamolo con il virus, voltiamogli le spalle seguendo le regole e la prudenza. Poi, quando sar il momento di ripartire, potremo tornare a essere milanesi , quelli abili a fare le cose, a farle scattare. Immagino una grande festa estiva, il Capodanno che Milano non ha mai avuto, un evento che ci faccia sentire grandi e importanti come le altre citt del mondo. Io sono a disposizione, pronto a mettermici in prima persona, con il cuore. (testo raccolto da Alessio Lana)

  2. In queste giornate cos complesse e drammatiche, ancora presto per pensare al dopo, soprattutto a progetti concreti per far ripartire Milano. Io credo che, quando l emergenza sar finita, il primo pensiero sar tornare a riappropriarci dei piccoli gesti quotidiani. Quei gesti che abbiamo sempre fatto senza mai accorgerci di quanto fossero importanti. Uscire per incontrare gli amici, andare al ristorante (io, che ho lo studio a Brera, penso subito al Rigolo), a fare un aperitivo al Camparino, a comprare i fiori ogni luned e gioved al mio mercato di via San Marco. Le nostre abitudini, semplici, di una vita che sar tornata normale. Ma nello stesso tempo ci rimboccheremo le maniche, come sappiamo fare noi milanesi, e accenderemo il motore per partire alla velocit massima e recuperare il lavoro perduto. Tutti dovremo essere uniti per far ripartire la macchina dell economia. Ci sar bisogno di essere compatti, e accanto a noi dovremo avere le istituzioni, quelle stesse che ora ci dicono che dobbiamo stare fermi, non potranno abbandonarci nella ripartenza. Molte aziende, piccole ma anche grandi, potranno essere in ginocchio e dovranno essere aiutate a ricominciare, senza mezzi termini o indecisioni. Lo pretendiamo. Solo a quel punto, organizzer una festa con i ragazzi del mio studio. Per tornare a ridere, ballare, divertirci, e festeggiare. Assieme. (testo raccolto da Silvia Nani) C un tempo per ogni cosa. Fiutare il mutamento il sesto senso che dovrebbe possedere un artista .

  3. И indubbio che, infine, il settore che per primo и stato colpito, e che per ultimo si riprenderа, и il turismo. Mentre il manifatturiero puт riprendersi grazie all ecommerce inizialmente, le aziende che si occupano di far viaggiare le persone andranno incontro a costi piщ alti e potranno ripartire solamente quando l emergenza sarа davvero finita. «Questa pandemia rischia di danneggiare in maniera quasi permanente tutta la filiera del turismo, e anche quella degli eventi aggiunge il direttore del programma MBA della Sda Bocconi . И difficile immaginare un ritorno al turismo di massa che si spingerа di nuovo cosм lontano, ma ci sarа invece una riscoperta dell Italia e dei luoghi facilmente raggiungibili in macchina». Per Daveri poi, potrebbe cambiare anche il tipo di viaggio effettuato, non solo la meta. «Magari nasceranno aziende che offrono pacchetti sempre piщ completi, concedendo meno libertа alle persone al momento del viaggio». Il punto, perт, rimane sempre quello dei costi: offrire un servizio individualizzato costa di piщ, e proporlo a milioni di persone sarа una sfida con cui bisognerа confrontarsi.

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