SEI MAI STATA A SATURNIA con Gitemania ?

SEI MAI STATA A SATURNIA ? Saturnia si raggiunge uscendo dall’Aurelia all’altezza di Albinia, e percorrendo la S.S. 74 attraverserete il borgo di Manciano, proseguite poi per la S.S. 322 in direzione Montemerano e successivamente in direzione Saturnia. Adesso siamo pronti per iniziare il nostro itinerario cittadino: arrivati in Piazza Vittorio Veneto scopriremo nei giardini e davanti al ristorantino, numerose iscrizioni e frammenti architettonici tardo-repubblicani e imperiali. Gli edifici rinvenuti appartengono alle epoche tardo-etrusca, romana e tardo medievale.

Spostandoci verso sud, passeremo davanti alla chiesa di Santa Maria Maddalena con il suo bel campanile. La struttura originaria è antecedente al 1188 (anno in cui viene citata per la prima volta su documenti ufficiali), ma quanto potrete osservare attualmente è frutto del radicale restauro effettuato nel 1933. All’interno della chiesa troverete anche una tavola di Madonna con Bambino del secolo XV° attribuita a Benvenuto di Giovanni.

All’angolo sud della città si trova la Rocca, edificio costruito dagli Aldobrandeschi nel XII° sec. sui resti di un preesistente complesso difensivo. Attualmente appare come un’imponente struttura di pianta rettangolare con due torri circolari, completamente circondata dalla mura merlate, al suo interno nel periodo fascista venne costruito il Castello Ciacci in stile neomedievale. Sfortunatamente la nostra analisi si interrompe qui perché questo edificio appartiene a privati e quindi non è visitabile.

Si continua la nostra passeggiata per via della Chiesa, da qui raggiungiamo la strada basolata romana, la via Clodia, sulla quale si possono ancora notare i solchi creati dal passaggio secolare di antichi carri. Attraverseremo quindi la Porta Romana costruita dai Romani nel II sec. a.C. È l’unica delle quattro porte romane di Saturnia, ad essere rimasta in piedi, tuttavia ad un attento osservatore non sfuggiranno gli interventi effettuati in epoca medievale dagli Aldobrandeschi e nel 1400 dai Senesi.

STORIA

Le Terme di Saturnia sono costituite da un’unica sorgente termale la quale sgorga ad una temperatura costante di 37,5 gradi e situata all’interno di una struttura termale che comprende: Parco Termale, Terme di Saturnia SPA & Golf Resort e Golf Club. La sorgente, oltre a fornire il parco termale, alimenta, con una temperatura dell’acqua inferiore, anche le Cascate del Mulino e successive al parco termale. Il complesso si trova in Località Follonata, nel comune di Manciano, a pochi chilometri da Saturnia. Terme di Saturnia è un marchio registrato. Nel territorio circostante sono presenti altre sorgenti termali quali: Terme di Roselle (allo stato attuale demolite) e Terme dell’Osa (chiuse).

dio Saturno

Terme di Saturnia sorge sull’antico sito eletto a luogo di villeggiatura termale sin dall’epoca etrusco-romana. Il nome Saturnia, deriva dall’antica leggenda secondo cui il dio Saturno – in un gesto di collera e disprezzo del livello raggiunto dalla belligeranza umana – scagliò un fulmine che aprì un cratere dal quale sorse una sorgente di acqua calda e sulfurea, attualmente sita all’interno dell’area del resort, denominata “piscina sorgente”. L’acqua prodigiosa calmò gli animi degli uomini e li condusse a vivere un’epoca di pace e prosperità, un’età dell’oro, il cui sovrano fu proprio Saturno.

I viaggiatori vi sostavano percorrendo la via Clodia, i Patrizi romani la sceglievano per le loro vacanze salutari. Come accadeva nei bagni romani cittadini, anche la stazione di Terme di Saturnia divenne un luogo dove politica, vita sociale e piacere si incontravano.

L’importanza strategica di questo sito trova una conferma nelle contese in epoca medievale tra gli Aldobrandeschi di Santa Fiora e quelli di Sovana. Nel 1188 nella bolla di Papa Clemente III ai Canonici di Sovana viene menzionata “Terme di Saturnia” o meglio il “Bagno di Saturnia” come bene fondiario di pertinenza della diocesi sovanese insieme a dei ricoveri dei viandanti e dei bagnanti, pertinenza, e un mulino a valle dei “bagni” che veniva alimentato con l’acqua della sorgente vera e propria.

Aldobrandeschi

1216 la proprietà risulta trasferita al feudo dei conti Aldobrandeschi. Nel corso del primo Trecento, Siena e Orvieto da un lato, Aldobrandeschi, Pannocchieschi e Orsini dall’altro si contendono Saturnia e il suo territorio – incluso il Bagno. Dopo un periodo di abbandono e degrado per continue devastazioni territoriali e mancanza di regimazione,

 1572

le Terme furono ripristinate all’interno di un grande progetto di bonifica e rifiorirono verso la modernità. È infatti tra la fine del ‘700 e l’inizio del ‘800 che la salubrità delle acque di Saturnia.

Viene dapprima testimoniata con l’inserimento ad opera del Repetti nel Dizionario della Toscana dell’edificio termale “che sorge alle falde della collina e consiste in una grande vasca” – la sorgente, ora definita “piscina sorgente” all’interno dell’area del resort – e successivamente con l’investimento della Famiglia Ciacci, subentrati alla proprietà dei Panciatichi. Si procede alla bonifica del sito, alla definizione delle vasche e al restauro degli edifici.

 1919

i Ciacci costruiscono il primo albergo vero e proprio andando a delineare l’attuale veste di Terme di Saturnia, di ospitalità unita ai servizi termali. Nel 1920 l’Università di Pisa effettua la prima analisi chimica moderna dell’acqua, seguita nel 1947 da quella dell’Istituto di chimica dell’Università di Roma. Un passaggio chiave è quello in cui i Ciacci cedono le terme ai Passalacqua nel 1946 che le passeranno alla Società Terme di Saturnia.

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