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Budapest dal 08 al 11 febbraio 2020

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Descrizione

Budapest dal 08 al 11 febbraio 2020

Budapest dal 08 al 11 febbraio 2020

Volo diretto Andata da Napoli

    • Volo diretto Ritorno a  Napoli
    • 3 Notti in hotel 3* centrale con prima colazione
    • Accompagnatore d’agenzia
    • Bagaglio a mano
    • Tasse e oneri
    • Assicurazione medico/bagaglio

Su richiesta:

  • Guida Turistica (facoltativa con supplemento)
  • Transfer da/per aeroporto di partenza (facoltativo con supplemento)
  • Supplemento singola su richiesta a 150€ a persona.
  • Escursioni supplementari su richiesta

++PREZZI  SONO VARIABILI +++++

STORIA

Le tribù ungheresi vi arrivarono nel corso del X secolo e ne fecero una delle sedi dei principi, prima, e dei re, poi. In quell’epoca la città si chiamava Buda.

Sulla riva opposta del Danubio,

fu fondata Pest. Già luogo di una certa importanza, venne ricostruita velocemente dopo la distruzione a opera degli invasori Mongoli nel 1241, ma fu Buda, sede del Palazzo Reale sin dal 1247, a diventare la capitale dell’Ungheria.

La conquista da parte dei Turchi di gran parte dell’Ungheria nel XVI secolo interruppe la crescita della città: dopo la battaglia di Mohács Pest cadde in mano agli invasori nel 1526 e Buda la seguì 15 anni più tardi. Mentre Buda rimase la sede del governo turco, Pest finì in rovina prima della riconquista nel 1686 da parte delle truppe asburgiche.

Fu Pest,

dal 1723 sede amministrativa del regno, a conoscere tra il XVIII e XIX secolo il maggior tasso di crescita, anche grazie all’inglobamento di centri abitati adiacenti. Nel 1800 Pest era più grande di Buda e Óbuda messe insieme, e nel corso del secolo crebbe di venti volte fino a raggiungere i 600.000

La fusione delle tre città di Buda, Óbuda e Pest in un’unica amministrazione, dapprima messa in atto dal governo rivoluzionario ungherese nel 1849, poi revocata dalla restaurata autorità asburgica, venne infine resa effettiva dal governo autonomo ungherese instaurato col Compromesso Austro-Ungarico del 1867. La popolazione totale dell’area unificata crebbe tra il 1840 e il 1900 fino a 730.000 abitanti.

Durante il XX secolo

la maggiore espansione demografica avvenne nei sobborghi, con Újpest che più che raddoppiò le sue dimensioni dal 1890 al 1910 e Kispest che le quintuplicò dal 1900 al 1920, a causa del fatto che la gran parte delle industrie del paese si concentrarono nella città. Le perdite umane della prima guerra mondiale e quelle conseguenti alla perdita di due terzi del territorio del paese (1920) causarono un temporaneo rallentamento, lasciando Budapest capitale di uno Stato più piccolo ma finalmente sovrano. Nel 1930 la città giunse a contare un milione di abitanti, più altri 400.000 nei sobborghi. In quegli anni uno dei quotidiani a più larga diffusione era il Budapesti Hirlap, giornale nazionalista e conservatore che cessò le pubblicazioni nel 1939.

Durante l’occupazione tedesca

della seconda guerra mondiale, più di un terzo dei 250.000 abitanti di origine ebraica di Budapest persero la vita nell’Olocausto.  La situazione si fece drammatica soprattutto tra l’ottobre 1944 e l’inizio del 1945 quando i nazisti e la polizia ungherese (controllata dal governo collaborazionista del partito delle Croci Frecciate) deportarono 76.000 degli ebrei di Budapest nei campi di concentramento e sterminio, forzando il resto della popolazione ebraica all’interno del ghetto di Budapest e sottoponendola a numerosi eccidi. A contrastare eroicamente le uccisioni e le deportazioni si distinsero il diplomatico svedese Raoul Wallenberg, quello svizzero Carl Lutz, l’italiano Giorgio Perlasca (che si fece passare per diplomatico spagnolo) e il nunzio apostolico Angelo Rotta. Nonostante l’enorme massacro, Budapest è ancor oggi la città europea con la maggior percentuale di popolazione ebraica.

1945

Danneggiata gravemente durante l’assedio sovietico dell’inizio del 1945, la città fu ricostruita nel dopoguerra. Nel 1956 la città fu uno dei maggiori teatri della rivolta d’Ungheria.  E dei conseguenti scontri tra la popolazione e le truppe sovietiche, che portarono alla sconfitta degli insorti e alla repressione. Negli anni sessanta, la capitale divenne in qualche modo una vetrina delle politiche più pragmatiche intraprese dal governo del Paese dopo i fatti del 1956.

Dopo la caduta del regime comunista (1989), Budapest ha riallacciato i suoi tradizionali legami economici e culturali con l’Europa occidentale, ponendosi come capofila nel tumultuoso passaggio al capitalismo dei Paesi centro europei ex socialisti. A partire dagli anni novanta, seguendo una linea di tendenza comune a tutta l’Ungheria, Budapest ha subito un calo demografico causato dall’emigrazione e dalla decrescita naturale della popolazione