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Castello D’Apice Mercatini Natalizi 23 novembre 2019

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Descrizione

Castello D’Apice & Mercatini Natalizi 23 novembre 2019

bus partenza da: Salerno – Nocera inferiore – Angri – Napoli – Caserta
ūüí∂ ‚ā¨.25 – Persona
ūüöĆ Bus/A/R + Ingresso al Castello D’Apice
(partenza Pomeridiano)

ūüėć Come ogni anno si rinnova questo meraviglioso evento i mercati natalizi nel meraviglioso castello di Apice a Benevento (Evento Pomeridiano)
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Territorio

Il territorio comunale, la cui altitudine varia da 150 a 640 m s.l.m., è solcato dai fiumi Calore, Ufita e Miscano, fra loro confluenti.

Il vecchio centro abitato (abbandonato a seguito del¬†sisma del 1962) sorge a 250 metri di quota alla destra del Calore; quello moderno si erge invece a un’altitudine di 300 metri sul lato sinistro del fiume, a circa 15¬†km dal capoluogo di provincia.

L’agro rurale era attraversato dalle¬†vie consolari¬†Numicia¬†e¬†Appia, della quale ultima rimangono i ruderi di un ponte.

Il territorio ha una superficie agricola utilizzata di 2900,08 ettari.

Clima

Origini del nome Nel periodo di riferimento¬†1961-1990, in media le temperature di¬†gennaio¬†sono comprese tra una minima di 3,8¬†¬įC e una massima di 10,6¬†¬įC, mentre quelle di¬†luglio¬†tra i 17,8 e i 30,5¬†¬įC.

Nel XIX secolo, lo storico beneventano Alfonso Meomartini ipotizzò che il toponimo derivasse da Marco Gavio Apicio, gastronomo, console e funzionario del Senatus Romanus, incaricato dal senato di ripartire, tra i veterani legionari, alcune terre del Sannio. La congettura trova riscontro nel nome di una contrada apicese detta Marcopio.

Storia

Epoca romana e Medioevo

La prima menzione del comune risale tuttavia all’VIII secolo, in un diploma di concessione del Principe longobardo¬†Grimoaldo¬†a¬†Montecassino¬†“sub Apice“. Nell’XI secolo¬†lo si trova sotto i¬†conti di Ariano.

Nel 1113 fu devastato dal conestabile beneventano Landolfo della Greca, per una rappresaglia contro i Normanni che molestavano i beneventani. Nel 1122, fu assediato da Guglielmo il Guiscardo, nel 1138 era tenuto da Rainulfo di Alife, che vi fu assediato da Ruggero il Normanno, il quale se ne impadronì, e lo diede al conte di Buonalbergo.

Gli apicesi si distinsero anche in Terra santa sotto Guglielmo il Buono, che li premiò con privilegi.

Nel 1186 fu costituito in contea indipendente è dato ai Balbano. Successivamente passò ai Maletta ai San Giorgio, ai Shabran, ai Guevara, ai Carafa, ai Gallucci e ai Di Tocco Cantelmo Stuart.

Sotto gli Angioini fu teatro di sanguinosi conflitti, e nel 1417 cadde per poco in mano ad Attendolo Sforza. Nel 1494, fu occupato dai francesi di Carlo VIII ma appena partito questi, tornò contea. Nel 1647 anche Apice partecipò alla ribellione di Masaniello nel tentativo di liberarsi dal giogo feudale e spagnolo.

Epoca moderna

Il comune fu devastato dal¬†terremoto del 1702, con epicentro nelle immediate vicinanze di Apice, che provoc√≤ una trentina di morti, pari al 2,6% della popolazione dell’epoca. Nel¬†catasto onciario¬†del 1753 sono in evidenza i luoghi della vecchia Apice, ossia la Terra di Apicij, il feudo di¬†Lo Covante, Castiglione, San Lorenzo Vecchio, San Francesco, Corigliano e Monterone, quando il paese era abitato da 337 nuclei familiari (fuochi).

Scorcio del paese abbandonato

Il 21 agosto 1962 il centro fu duramente colpito da¬†due scosse di terremoto¬†del VI e VII grado della scala Mercalli, che devastarono il Sannio e l’Irpinia¬†facendo 17 morti. Il¬†Ministero dei lavori pubblici¬†ordin√≤ l’evacuazione dei 6500 abitanti, che si trasferirono in gran parte nel nuovo abitato sorto sul pianoro prospiciente il vecchio paese. Parte degli abitanti rimase (nonostante l’ordinanza di evacuazione) fino al 1980, quando il¬†terremoto dell’Irpinia¬†costrinse gli ultimi abitanti a lasciare il paese.

Informazioni aggiuntive

CITTA' DI PARTENZA

NAPOLI 14.30, NOCERA ORE 14:50, SALERNO PARCO PINOCCHIO ORE 15:00

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